domenica 29 dicembre 2013

Brema, Lubecca e Amburgo: le perle della lega anseatica...


''Il ciucco doveva appogiare le zampe alla finestra, il cane saltargli sul dorso,
il gatto sul cane e, il gallo volare al di sopra di tutti e posarsi sulla testa del gatto.
Quando furono tutti in posizione, ad un segnale convenuto, si dettero a strillare i primi accordi.
L'asino ragliava a più non posso: il cane abbaiava con quanto fiato aveva:
il gatto miagolava come se fosse stato al chiar di luna, su per qualche grondaia:
e il gallo faceva dei chiacchiericci solenni come se avesse veduto spuntare il giorno.


Chi sono i protagonisti di questa storia? Si tratta dei quattro musicanti diretti a Brema, protagonisti di una nota fiaba dei fratelli Grimm! Se per loro la cittadina tedesca è stata la meta finale di un viaggio (o meglio di una fuga da una morte certa), per me e Gianluca ha rappresentato il punto di partenza di un itinerario che ci ha condotti alla volta delle città anseatiche del nord della Germania.

Brema mi è rimasta impressa in modo particolare. 

Si tratta di una contesto - in realtà di una città-stato - di piccole dimensioni, facile da scoprire a piedi. E' proprio passeggiando tra le sue viuzze che ho preso coscienza della mia predilezione per i centri compatti e vivibili, dove il tempo sembra scorrere più lentamente che nelle grandi metropoli.

Poi, ha anche il merito di essere riuscita a convincermi del fatto che non sono solo le grandi città, le metropoli, ad avere qualcosa da offrire.

Credo, infatti, che Brema valga un visita più di qualche rinomata (o forse, soltanto più pubblicizzata!) capitale europea. 

E' inutile dire che la piazza della città vecchia, con i suoi palazzi storici, memoria di un glorioso passato mercantile, e la statua di Rolando, che da secoli si erge fiera come simbolo dello spirito indipendente degli abitanti della città, sono incantevoli; e così anche il cosiddetto Schnoorviertel, il quartiere più vecchio della città, con le sue colorate casette risalenti al XV e al XVI secolo, e la Boetcherstrasse, che custodisce un carillon con 30 campanelle in porcellana. 

Purtroppo la Weserpromenade, il lungofiume della città, in occasione della mia visita, ha sempre schivato il sole, facendomi  tuttavia pregustare ''la severa atmosfera del Baltico''.




''Thomas Buddenbrook scese per la Mengstrasse fino al Fuenfhausen.
Evitò di passare per la Breitestrasse, per non doversi scappellare continuamente, 
incontrando conoscenti. 
[...]Il cielo splendeva chiaro, azzurro e freddo; c'era un'aria fresca, aspra, stimolante, un tempo rigido, pulito, senza vento, con cinque gradi sotto zero;
una giornata di febbraio straordinaria.'
                                                         

Non ho visitato Lubecca in febbraio, bensì in estate e - certamente - non c'erano solo cinque gradi, come nel momento descritto da Thomas Mann in una delle sue opere più note,''I Buddenbrook'', ma l'aria che si respirava esprimeva la stessa severità.  Come il personaggio della citazione, mi sono però recata in Mengstrasse, presso quella che un tempo era la dimora di Thomas Mann ed oggi è il Museo-Casa Buddenbrook, che suggerisco di visitare a chiunque nutra un certo interesse per l'autore tedesco e la sua scrittura.

Lubecca non è famosa per un monumento in particolare, ma può essere apprezzata nel suo insieme. Oltrepassata la porta d'accesso alla città, l'Holstertor, a cui le bellissime torri dal tetto a punta conferiscono un'aspetto autorevole e fiabesco al tempo stesso, si viene accolti all'interno del centro storico di quella che fu la più importante città della lega anseatica. L'antica prosperità di Lubecca, i cui ricchi mercanti un tempo intrattenevano relazioni commerciali non solo nel Mar Baltico, ma anche con Venezia, la Russia e l'Oriente, è ovunque percepibile. Sono convinta che l'essenza della cittadina è da cogliere semplicemente perdendosi nei suoi vicoli, girovagando senza una meta precisa, alla scoperta dei suoi angoli più segreti e meglio celati.


                  ''Fortunata volava solitaria nella notte amburghese. 
 Si allontanava battendo le ali con energia, fino a sorvolare le gru del porto,  gli alberi delle barche
 e subito dopo tornava indietro planando, girando più volte attorno al campanile della chiesa.''

E chi è, invece, la protagonista di questa citazione? Fortunata è la gabbianella di cui racconta Sepùlveda, nella celebre novella "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare'', ambientata in una delle più importanti città portuali del mondo, Amburgo. 

La zona che, a mio avviso, meglio simboleggia lo spirito di questa città, esprimendone la consolidata tradizione mercantile, è senza dubbio rappresentata dalla Speicherstadt, i cui imponenti edifici in mattoni rossi, circondati dai canali, ancora oggi, custodiscono enormi quantità di merci di ogni genere, provenienti da tutto il mondo. Il porto di Amburgo rappresenta poi anche un esempio di sviluppo armonico ed eco-sostenibile. Passeggiando tra le banchine mi sono infatti potuta rendere conto del livello degli interventi di recupero delle aree portuali dismesse: quelli che erano, sino a pochi anni fa, enormi silos in disuso e fatiscenti magazzini di stoccaggio merci abbandonati, sono stati trasformati in moderne abitazioni a basso impatto energetico, sovente corredate da ampi spazi verdi.  

D'altra parte, il verde non è esclusiva di Hafencity e degli altri quartieri che circondano il porto: i due laghi artificiali della città - il Binnenalster e l'Aussenalster - incorniciati da un bellissimo parco, invitano a trascorrere qualche momento di relax, osservando cigni e anatre (oltre, naturalmente, alle evoluzioni di gabbiani e gabbianelle...) che si lasciano pigramente cullare dalle acque. 

Con una piacevole camminata, è  possibile raggiungere il centro cittadino in pochi minuti. Lì, non può passare inosservato il municipio, sede del parlamento e del senato della libera città anseatica di Amburgo, sulla cui facciata sono scolpiti gli imperatori del Sacro Romano Impero. Inoltre, merita una visita anche la Cattedrale protestante di San Michele, dalla cui torre campanaria la gabbianella Fortunata riuscì, finalmente, a spiccare il suo primo volo!   

Amburgo ha, infine, una più che vivace vita notturna, che si esprime al meglio nel quartiere St. Pauli, dove - tra locali di ogni genere, night club e sexy shop - si trovava anche il Music Club, che ha lanciato i leggendari Beatles alla ribalta mondiale e che purtroppo oggi non esiste più, essendo stato distrutto da un incendio.






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