La Bulgaria vale un viaggio?

Bulgaria - Marteniza

Nel 2013 mi sono spinta ancora una volta verso Est, al di là di quella linea di confine lungo la quale un tempo correva la cortina di ferro: la mia meta è stata la Bulgaria, estrema propaggine dei Balcani orientali, oltre che dell'Europa comunitaria.

Ho potuto trascorrere nel Paese solo quattro giorni: un tempo piuttosto limitato, appena sufficiente per farmi un'idea dei luoghi, certamente non abbastanza per comprendere a fondo le persone e la loro quotidianità.

Il mio viaggio è caduto nel mese di marzo, che segna l'inizio della primavera e la fine dell'inverno. Secondo un'antica tradizione, il primo giorno di tale mese i bulgari usano scambiarsi una Marteniza, ovvero una bambolina di colore rosso e bianco, simbolo di buon auspicio per il futuro. Dopo aver espresso un desiderio la appendono ai rami degli alberi o la pongono sotto una pietra, non prima però di aver visto i segni dell'avvento della nuova stagione (una rondine, una cicogna, un albero in fiore...). La Bulgaria mi ha accolta con centinaia di Marteniza!


Il mio itinerario...

Sofia è stata la mia base. Vi ho soggiornato 5 notti, ma in realtà vi ho trascorso un solo giorno. Ogni mattina, infatti, raggiungevo la stazione e partivo alla volta di una delle località che mi ero prefissata di visitare; e così da Rila, Plovdiv e Veliko Tarnovo, nel tardo pomeriggio sono sempre ripartita verso la capitale.

  • Sofia 
Credo che un giorno per vedere Sofia sia più che sufficiente. Al di là di qualche luogo di culto o qualche monumento di epoca sovietica, la città ha infatti poco altro da offrire: solo le terme municipali (all'epoca della mia visita in stato di abbandono), il museo archeologico e la galleria d'arte nazionale allestita all'interno del Palazzo Reale, oltre a qualche pittoresco mercatino.

  • Il monastero di Rila

Il Monastero di Rila, eretto sull'omonimo massiccio, è situato a 120 km da Sofia: considerata la vicinanza alla capitale, è la meta perfetta per una gita in giornata. Eretto nel X secolo, ma ricostruito in tempi recenti, è il più importante monastero del Paese. L'ho trovato particolarmente suggestivo, raccolto com'è, tra quelle mura difensive, tra le montagne innevate.

  • Veliko Tarnovo

Veliko  Tarnovo dista circa tre ore dalla capitale, in autobus; è possibile raggiungere la città anche in treno, ma ci si impiega un'ora e mezza in più ed è necessario almeno un cambio. 
La parte nuova della città è grigia e perfettamente aderente ai canoni del razionalismo sovietico.
Il centro storico, invece, è davvero piacevole, con le sue viuzze, le botteghe e gli artigiani al lavoro. Immancabile, la fortezza di Tsarevets, le cui vestigia testimoniano gli antichi fasti di quella che è stata la capitale del secondo impero bulgaro.  

  • Plovdiv

Anche Plovidiv dista circa tre ore dalla capitale, in treno però.
La città ha una lunga storia e oggi fonde monumenti di epoca romana (l'anfiteatro, l'odeon, il foro, lo stadio...), stradine tortuose su cui si affacciano abitazioni un tempo appartenute a ricchi mercanti turchi, rovine di un antico insediamento tracio e gallerie d'arte.


Quindi... La Bulgaria vale un viaggio?

Volete sapere se secondo me la Bulgaria vale un viaggio? Sono convinta di sì! E sono convinta che valga un viaggio anche più lungo del mio! 

Non fatevi sopraffare dai dubbi, soprattutto da quelli frutto del pregiudizio. Non date retta a chi vi dice: <<In Bulgaria? Perché in Bulgaria? Cosa ci sarà mai da vedere/fare?>>. 

E, già che ci siamo, ci tengo a dirvi di non ascoltare nemmeno chi vi dice che il Paese è pericoloso, perché davvero non lo è.

In generale, considerate che il Paese si è aperto / si sta aprendo al turismo più lentamente rispetto ad altre realtà dell'Est e ci vorrà un po' di tempo finché si possa liberare di brutti stereotipi.


       

                        


Giusto qualche dritta per concludere 

  • In Bulgaria dovrete confrontarvi con la scrittura cirillica. Sappiate che all'inizio può disorientare. Pensate, ad esempio, ai nomi delle vie, con i quali dovrete subito fare i conti. Sono sicura, però, che non ci metterete molto a familiarizzare con quel sistema di segni.
  • Non dimenticate mai che gesti d'uso comune possono assumere significati diversi a seconda del contesto in cui vi trovate. Questo vale anche se viaggiate in Europa. In Bulgaria, ad esempio, si muove il capo da destra a sinistra e viceversa, per dire ''Si!''.



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