mercoledì 20 gennaio 2016

Di male in peggio? Cinque giorni nell'orribile Atami...

Lo so, non vi ho più raccontato che cosa abbiamo fatto dopo che il tifone ha scombussolato i nostri piani, impedendoci di raggiungere Okinawa e Zamami-jima...

Volete sapere come ce la siamo cavata?

Mettetevi comodi, vi dico tutto, in dieci punti... 

  • Una volta appreso cosa stava succedendo, non ci è rimasto che prendere atto della situazione, ovvero che quelle isole sarebbero rimaste un sogno! Valeva la pena disperarsi? Sarebbe cambiato qualcosa? <<Noooooooo...>>, vi starete dicendo... Ebbene, ve lo confesso, mia mamma non l'ha presa poi così male, io invece sì, l'ho presa malissimo, almeno in un primo momento! 

  • Giunta l'ora di vagliare possibili alternative a quelle isole paradisiache, siamo arrivate alla conclusione che era il caso di riavvicinarsi a Tokyo: il nostro Japan Rail Pass stava per scadere e quello scherzetto che il destino ha voluto giocarci poteva costarci una fortuna!

  • Dopo una giornata al castello di Himeji, siamo dunque salite su un treno e abbiamo detto addio a Kyoto!

  • Dove siamo scese? Ad Atami, una cittadina orribile, a metà tra la Penisola di Izu e il Monte Fuji! Ancora non so come abbiamo fatto a finirci! Avete presente quelle località di mare con tutti gli hotel sulla spiaggia? Ecco Atami è proprio questo! Non so, forse non è poi così brutta - vanta persino un castello, un santuario e una quercia gigante, oltre a delle scogliere dalle quali si posso scorgere le isole al largo - ma io mi sento proprio male se guardo l'orizzonte,  mi giro e vedo solo cemento... Chiedete a mia mamma se non è vero!

Giappone - L'orribile Atami

  • Ad Atami però ne abbiamo approfittato per rilassarci negli onsen, le terme giapponesi! In città ce ne sono a decine e noi siamo riuscite a provarne diversi! Il più bello secondo me è anche il più antico, che sembra si trovi lì da più di mille anni! Ooops, dimenticavo di dirvi che negli onsen si entra completamente nudi!!!

  • Sempre in città, abbiamo potuto assistere allo spettacolo delle geishe, o meglio, alle prove! Sembra che a Kyoto costi almeno qualche decina di euro: noi, invece, ad Atami, non solo non abbiamo pagato nulla, ma abbiamo conosciuto le protagoniste di quei balletti,  che ci hanno persino offerto il te!

  • Un pomeriggio, poi, siamo andate in spiaggia. No, non sulla spiaggia di Atami, su una di quelle spiagge fuori città, dalla quale le colline circostanti sono ancora visibili!

  • E i ristoranti? Ad Atami, non avendo alcuna fretta, abbiamo trovato il tempo di fermarci a gustare qualche specialità giapponese e in alcuni ristoranti abbiamo  conosciuto i cuochi!

  • Dove poteva capitarci, poi, di fare le comparse in un breve documentario girato da una televisione giapponese, se non ad Atami? Lo scopo del video era quello di fare pubblicità a varie strutture ricettive che si affacciano sulla via principale. Agli operatori non pareva vero di aver incontrato due turiste occidentali, tra l'altro fuori stagione!

  • L'ultimo giorno abbiamo fatto una gita ad Hakone! Mi aspettavo tantissimo, mi aspettavo di vedere il Monte Fuji specchiarsi nel lago e invece mi è andata male anche lì...

Giappone - Ancora l'orribile Atami

Tutto qui...

Posso dire che le cose sono andate di male in peggio?

Forse potevamo fare di più, forse potevamo fare altro, ma sono convinta che nessuna alternativa ci avrebbe soddisfatte appieno, perché in mente noi avevamo Okinawa e Zamami-jima... 

Senz'altro possiamo dire di aver sperimentato la realtà di una cittadina giapponese, una di quelle che non rientrano nei soliti circuiti turistici,frequentate fondamentalmente dai locali. Alcuni suoi aspetti li abbiamo apprezzati, altri meno. Sta di fatto che adesso - purtroppo o per fortuna - sappiamo che il Giappone non è solamente l'idillio che tutti abbiamo in mente...

E a voi e mai capitato di dover ripensare il vostro itinerario mentre eravate in viaggio e di sbagliare destinazione? Ditemelo nei commenti! :-)


Vuoi vedere altre foto di Atami, dei dintorni della cittadina, e delle attività a cui abbiamo partecipato? Segui i link e se ti va metti mi piace sulla pagina facebook di My way, around the world!







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