lunedì 11 gennaio 2016

Kyoto, la città un po' fuori dal tempo...

Immaginate una catapulta e me e mia mamma - io con il mio zaino, lei con il suo trolley - che lentamente atterriamo a Kyoto, cercando di ritrovare un equilibrio, dopo un lungo volo, di quelli a parabola...

Sapete che lo shinkansen partito alle 7.33 da Tokyo ci ha letteralmente scaraventate in un'altra dimensione? Si, scaraventate, avete letto bene! E sì, in un'altra dimensione!

Il viaggio in sé e per sé, in realtà, è andato benissimo, su quella meraviglia dell'ingegneria che si muove ad altissima velocità, seppure in modo del tutto impercettibile.

Il fatto è che Kyoto è tutt'altra cosa rispetto a Tokyo e lo scrivo senza voler togliere nulla né all'una né all'altra città, poiché le ho amate entrambe moltissimo. Quello che voglio dire è che, una volta lì, mi sono sentita lontana dalla realtà della capitale, nonostante avessi percorso meno di 500 km. Se vi va potete leggere Del mio arrivo nella moderna TokyoSeguendo TokyoMa cos'è Tokyo? La capitale giapponese ai miei occhi, tra cultura e sottocultura.

Forse, come mi ha scritto qualcuno solo qualche minuto fa, Kyoto è un po' fuori dal tempo e probabilmente la mia sensazione è scaturita proprio da questo... Che il viaggio in shinkanse tra Tokyo e Kyoto sia stato un viaggio verso una dimensione temporale altra?

Avete letto ''Memorie di una geisha''? O magari avete visto il film che ne è stato tratto? Kyoto mi ha riportata a quelle atmosfere, di un Giappone ormai lontano, di un'altra epoca...

Ricordo quella passeggiata tra Sannenzaka e Ninenzaka. Tra quei vicoli, nei quali ci muovevamo a fatica, a causa di quella caratteristica folla della domenica; nessuno aveva fretta e tutti si fermavano, chi qua, chi là, tra le case in legno e le botteghe. Anche noi, per degustare i cosiddetti yatsuhashi, ovvero dolcetti fatti di pasta di riso e fagioli, e il tè, tanto tè.

Ricordo anche quelle geishe, comparse all'improvviso, che amabilmente si facevano strada tra la gente, nei loro kimono colorati, con quei capelli neri e quel volto candido. Dovevano essere delle apprendiste, dato che avevano un obi piuttosto grande e calzature altissime. Non ci aspettavamo di incontrarle, ma evidentemente a Kyoto le geishe hanno ancora un mondo tutto loro, al di là dei numerosi spettacoli in programma...

E poi i templi di Higashiyama... Ricordo che sono un'infinità e che quel pomeriggio, il pomeriggio del giorno del nostro arrivo a Kyoto, non è stato sufficiente per farci un'idea di cosa nasconda quella parte della città e infatti abbiamo deciso che i templi li avremmo scoperti con più calma, in modo da apprezzare l'armonia che li contraddistingue, frutto di un eccezionale rapporto tra architettura e paesaggio, oggi non più così scontato.

E di quel giorno ricordo anche la sera, a Gion. Ricordo i colori del cielo all'imbrunire. Ricordo le lanterne, poste lì, per fare luce, come se lampade e lampioni non esistessero.

Vi ho convinti? Non trovate che Kyoto sia un po' fuori dal tempo?

Giappone - Kyoto:lanterna a Gion
                                         
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