Tam Coc, tra picchi carsici, risaie e contadini...

Tam Coc - Vietnam

In sella alla mia bici, quella che avevo noleggiato in ostello, mi sono avventurata, con l'idea di perdermi almeno per qualche ora tra i picchi carsici che si ergono tutt'intorno a Tam Coc.

Non avevo una meta ben precisa, volevo solamente andare al di là del villaggio.

Ho quindi imboccato la via principale ed ho continuato a pedalare, finché la strada non si è fatta sterrato e anche oltre.

Nonostante le condizioni metereologiche, il paesaggio aveva un certo fascino, un fascino - come dire - surreale.

Le risaie, infatti, sdoppiavano lo scorcio di mondo in cui mi trovavo in mille riflessi, confondendo i miei occhi.

Cielo e terra sembravano sconfinare l'uno nell'altro, così come terra e acqua.

Un quadro privo di prospettiva quello che stavo guardando. O meglio, un quadro che di prospettive ne ammetteva molteplici.

I picchi carsici, ad esempio, potevo vederli alzando lo sguardo, ma anche volgendolo verso le risaie appunto.

E così anche i contadini, immersi nell'acqua fino alle ginocchia e al contempo dipinti sulla superficie dell'acqua, con il volto nascosto da quel tipico cappello a cono, di bamboo, che li protegge dalla pioggia come dal sole, nei giorni in cui c'è.

Non mi aspettavo di trovare così tanti contadini al lavoro a Tam Coc, al lavoro duro.

Pedalando su quella strada sterrata, mi sono imbattuta in un Vietnam tutto rurale, che ho apprezzato anche e soprattutto per la sua genuinità.

Poi, c'è stato il giro in barca, sì, il giro su una di quelle barchette a remi, condotte generalmente da signore che pagaiano con i piedi. (In questo frangente ho avuto una piccola disavventura e ne parlo qui.)

Il percorso lungo il fiume mi ha regalato altre prospettive su quel quadro che vede come soggetti i picchi carsici, le risaie ed i contadini, prospettive che hanno mantenuto - purtroppo o per fortuna - una natura surreale a causa delle nuvole, della nebbia...


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