Il fascino della cosiddetta Devils Tower...

La cosiddetta Devils Tower, che si trova nello Stato del Wyoming, non era nella nostra top list. Quando abbiamo iniziato a pianificare il viaggio di nozze negli USA il nostro interesse era rivolto verso numerosi parchi nazionali, ma non verso la Devils Tower, appunto. In realtà, infatti, abbiamo preso in considerazione l'idea di farvi tappa solo nel momento in cui avevamo già ben abbozzato l'itinerario del nostro coast to coast. Con il senno di poi, possiamo dire che è un sito molto affascinante, sia da un punto di vista naturalistico, che culturale, e che sarebbe davvero stato un peccato passarci vicino e non fermarsi! 

Devils Tower - Wyoming


Devils Tower: cos'è e come si è formata?

La Devils Tower, nota anche per essere stata scelta da Steven Spielberg come una delle location del film 'Incontri ravvicinati del terzo tipo'', di fatto è un monolite alto 386m, sulla cui superficie si notano delle curiose colonne di forma esagonale.

Già mentre ci avvicinavamo, ancora in macchina, ha subito attratto la nostra attenzione: e non poteva essere altrimenti, poiché davvero anima il paesaggio della piatta prateria dove sorge!

E' inevitabile chiedersi, man mano che ci si avvicina e si vede meglio ciò che si ha di fronte, come si sia formata.

La teoria più accreditata attribuisce alla Devils Tower un'origine vulcanica: in poche parole sarebbe una formazione rocciosa costituita da magma che si è solidificato nel sottosuolo e nel corso del tempo è stato (e viene tutt'ora) modellato da fenomeni di erosione che lo hanno portato alla luce.

Nel caso siate interessati ad approfondire questi aspetti di carattere geologico, sappiate che in loco si trova un centro visitatori.


Devils Tower: il nome... errato!

Spesso i nomi dei luoghi sono evocativi: non indicano semplicemente un punto su una mappa, ma sono pregni di significati, di storia, di cultura; ci possono infatti dire molto a proposito di un gruppo e del suo rapporto con un determinato territorio.

Durante la storia coloniale (ed in questo caso non mi riferisco unicamente all'avvento dei pionieri in Nord America), molti nomi sono stati dati a luoghi che, apparentemente, ne erano privi; ciò a discapito di toponimi locali, che portavano con sé saperi che sono stati completamente ignorati dai nuovi venuti.

Nel caso della cosiddetta Devils Tower è accaduto qualcosa di diverso: il suo nome è infatti il risultato di un'errata traduzione!

Il nome del sito, da sempre considerato sacro dagli indiani delle grandi pianure (Arapaho, Crow, Cheyenne, Shoshone, Lakota...), seppure nelle sue diverse varianti locali, sembra sempre essere legato all'orso. Come è possibile, dunque, che in inglese l'espressione per indicare il sito rimandi a qualcosa di altro ed in particolare al diavolo?

Nella lingua dei Lakota, ad esempio, il termine per indicare una divinità malevola è 'wakansica', mentre quello per indicare l'orso nero è 'wahanksica'. E' altamente probabile, dunque, che i due termini siano stati confusi dal traduttore!

La questione è molto sentita dalla popolazione nativa, che si sta muovendo affinché il nome del parco venga modificato in ''Bear Lodge''.


Storie e leggende legate alla... Tana dell'orso!


Nonostante l'errore di traduzione, fortunatamente, il nome del sito non è andato perduto, così come non sono andate perdute tutte le storie e le leggende ad esso legate, che ne testimoniano la sacralità.

Le diverse popolazioni che vivono nell'area hanno infatti continuato a tramandarle e noi voglio raccontarvene una cara ai Lakota...

''Tra i Sioux c'era un coraggioso guerriero che spesso si isolava per pregare il Grande Spirito. Un giorno, con il suo teschio di bisonte, si allontanò dagli altri, per perdersi nella natura e pregare. E' rimasto per due giorni ai piedi della roccia e poi, all'improvviso, si è ritrovato sulla cima. Era molto spaventato, poiché non sapeva come scendere. Dopo essersi rivolto al Grande Spirito, ha chiuso gli occhi ed ha preso sonno. Quando si è svegliato era felice di trovarsi nuovamente ai piedi della roccia. Capì subito che si trovava di fronte alla tana di un grande orso, poiché vide le orme dell'animale. Egli poté raccontare che le crepe sulle pareti della roccia le aveva fatte l'orso e seppe che tutto il tempo che aveva trascorso sulla cima della roccia in realtà l'aveva trascorso sulla tana dell'orso. Da quel momento i Sioux chiamano la roccia Tana dell'orso!''


La Devils Tower oggi: le moderne esigenze del parco e le tradizioni dei nativi


Le popolazioni native (ed i loro usi e costumi), con l'arrivo dell'uomo bianco, si trovarono fortemente minacciate. Il governo degli Stati Uniti, ad un certo punto, si impegnò per distruggere qualsiasi legame che esse avessero con il territorio in cui vivevano.

Solamente all'inizio dell'Novecento c'è stata un'inversione di tendenza e si è incominciato a dare il giusto valore alla cultura dei nativi.

Oggi il parco viene utilizzato per cerimonie che sono senza dubbio specchio del legame che i nativi continuano a mantenere con il sito. Non è raro, poi, imbattersi in oggetti che sono espressione di riti, preghiere e, più in generale, del rapporto con il sacro.

Per questa ragione non sempre è facile coniugare le moderne esigenze del parco e le tradizioni locali , che sono parte del parco stesso, seppure configurandosi come patrimonio immateriale. 

Io e Gianluca ci siamo limitati a percorrere il Tower Trail, un sentiero circolare di 2km che si snoda tutt'intorno alla Devils Tower.

C'è tuttavia chi è propenso a dedicarsi ad altre attività, consentite all'interno del parco, ma che non sono viste di buon occhio dai nativi. Tra queste attività c'è l'arrampicata. Uno dei compromessi a cui si è arrivati è la June Voluntary Climbing Closure,  programma attraverso il quale il parco scoraggia l'arrampicata nel mese giugno, che è un mese particolarmente importante per i nativi, in quanto ricco di cerimonie.



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