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Arequipa ed i suoi due tesori - Perù

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Garcí Manuel de Carbajal, che nel 1540 ne gettò le fondamenta, la chiamò Villa hermosa ed io, quasi cinque secoli più tardi, di fronte ad un nome così altisonante mi aspettavo proprio una bella città. Una certa fama infatti Arequipa se l'è portata dietro nel tempo, fino ai giorni nostri. E secondo me se la merita tutta, tanto che durante un viaggio in Perù è considerata una tappa imperdibile.
Nell'organizzare il mio percorso (che ho descritto nei post Viaggio in Perù: il mio itinerario - Parte I Viaggio in Perù: il mio itinerario - Parte II) ho volutamente destinato quasi tre giorni ad Arequipa, perché ero certa che mi avrebbe affascinata. D'altra parte - non so se si è capito - ho un debole per tutte quelle realtà che hanno conservato architetture di epoca coloniale e al contempo uno stretto legame con il mondo andino.



Viaggio in Perù: il mio itinerario - Parte II

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Nel post Viaggio in Perù: il mio itineraio - Parte Ivi ho raccontato del mese che ho trascorso con Gianluca nel sud del Perù, seguendo un itinerario più o meno classico. In questo post invece vi dirò delle successive tre settimane ovvero di quando ho ripreso a viaggiare da sola, spingendomi verso nord, al di là delle solite rotte. Pronti a partire?




Viaggio in Perù: Itinerario nel nord del paese al di là delle solite rotte

Giorni 1 - 2 _ Arrivo a Lima e visita della città

Se avete letto il precedente post saprete che sono arrivata a Lima in autobus, da Paracas, in circa quattro ore. Per visitare la capitale ho avuto a disposizione solo un giorno e mezzo, che per vedere/fare ciò che avevo in mente  - vale a dire un bel giro del centro storico e un salto nei quartieri di Miraflores e Barranco - è stato più che sufficiente.

🚌 Bus Paracas - Lima, 7.30 - 11.45, 8Euro

🏠 Light House Bed & Breakfast, 29Euro per una notte in camera doppia con colazione

Giorni 3 - 4 - 5_ Huaraz e dintorni
Son…

Viaggio in Perù: il mio itinerario - Parte I

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Durante il mio viaggio in Sud America non vedevo l'ora di arrivare in Perù e dopo un paio di mesi mi sono trovata a varcare uno dei suoi valichi di frontiera. Solo a quel punto ho finalmente potuto riabbracciare Gianluca, che ancora una volta è salito su un aereo per raggiungermi e condividere con me la parte di mondo che mi accingevo a scoprire. Abbiamo trascorso ventisei giorni insieme, poi io ho proseguito nuovamente da sola, sempre nel paese, per altre tre settimane, prima di sconfinare un'ultima volta e tornare a casa.
In questo post e nel successivo troverete il mio percorso. Per comodità di consultazione l'ho diviso in due parti ovvero in due itinerari che iniziano a Lima e che potete facilmente adattare alle vostre esigenze, se state progettando un viaggio in Perù. Il primo, che trovate di seguito, si snoda nella parte meridionale del paese ed include delle tappe irrinunciabili, mentre il secondo, a cui potete dare un'occhiata qui, si sviluppa verso nord e toc…

Il Lago Titicaca, tra Bolivia e Perù...

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Seduta sul molo, fissavo l'orizzonte e improvvisamente le incredibili esperienze vissute fin lì mi sono parse un istante: facevo fatica a credere che fossero già trascorsi quasi due mesi dalla mia partenza e che realmente mi trovassi sul Lago Titicaca.
Ero lì però, nel luogo che ha segnato il termine del primo capitolo del mio viaggio e l'inizio del secondo, che attendevo con tutta me stessa; sì, ero nel luogo che i miei occhi vedevano come una sorta di spartiacque, fin da quando avevo lasciato l'Italia.
Certamente quel lago rappresenta una sorta di confine naturale tra Bolivia e Perùed io quel confine mi accingevo ad attraversarlo. Per me tuttavia non era una pura questione di frontiere, era molto di più: non avrei infatti semplicemente detto addio ad un Paese per scoprirne un altro, come avevo già fatto svariate volte.
Lasciare le sponde boliviane del Titicaca per quelle peruviane, significava infatti rivedere finalmente Gianluca, che mi mancava da morire. Significava p…

Per me ancora un po' di Irlanda...

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Nel 2012 ero già stata in Irlanda: noleggiata un'automobile, insieme a Gianluca, in due settimane ho percorso tutto il perimetro dell'isola, come vi ho raccontato tanto tempo fa nel post Irlanda e Irlanda del Nord: Itinerario di due settimane. In quell'occasione tutto ciò che avevo sempre sognato ad occhi aperti a proposito del Paese, si è palesato, dal verde che più verde non si può alle pecore che pascolano indisturbate, nei campi così come per strada. 
Dopo quel viaggio ho spesso pensato ad un ritorno. Quell'on the road ci ha infatti regalato la libertà di muoverci in lungo e in largo e ci ha caricati dell'entusiasmo e dell'adrenalina necessari per arrivare ovunque volessimo. D'altra parte, anche se non sono mancati momenti per sentire ciò che l'Irlanda aveva da dirci, col senno di poi avremmo dovuto muoverci più lentamente e fermarci, sì, fermarci più spesso.
Non sto parlando di tappe lungo quello che è stato il nostro percorso, perché di tappe ne …

La mia Malta con i mezzi pubblici e very low cost!

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Ho sempre associato Malta a corsi d'inglese, a ragazzini chiassosi che fanno le ore piccole bevendo litri di birra e a spiagge superaffollate. Non fraintendetemi, probabilmente l'isola è anche questo, perché indubbiamente si rivolge ad un certo tipo di turismo, ma fuori stagione - ve lo garantisco perché sono appena rientrata ed ho potuto constatarlo personalmente - offre un'atmosfera più rilassata e vivibile!
Considerando la premessa, vi starete già chiedendo come io sia finita sull'arcipelago. Dovete sapere che ultimamente amo farmi ispirare da Skyscanner: è così che un giorno, mentre ero alla ricerca dell'ennesimo volo a buon prezzo, mi è caduto l'occhio su Malta e in pochi istanti ho prenotato, concedendole la possibilità di stupirmi. Alla fine, devo proprio ammetterlo, ci è riuscita e addirittura  non vedo l'ora di tornarci, perché ha veramente molto da offrire.
In questo post vi racconterò dei miei cinque giorni a Malta, soffermandomi su ciò che ho a…

Giordania - Due settimane on the road!

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Abbiamo trascorso i giorni tra Natale e l'Epifania inGiordania. Siamo quindi rientrati da poco e negli occhi abbiamo ancora le innumerevoli sfumature di un Paese del Medio Oriente che da tanto desideravamo visitare. Il nostro è stato un viaggio on the road durato un paio di settimane, programmato in modo tale da poter essere vissuto senza corse contro il tempo: l'obiettivo - pienamente raggiunto - era infatti quello di vivere intensamente ogni singolo istante, condividendo tutto ciò che i nostri sensi avrebbero colto durante il percorso. Di ciò che abbiamo provato vi racconteremo però più avanti. Oggi vi diremo infatti solamente del nostro itinerario e dei costi più rilevanti che abbiamo sostenuto!



La Paz, Bolivia: cosa fare nei dintorni?

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Nel post La Paz e la visione del mondo degli aymara, prima delle festività natalizie, vi ho già raccontato perché trovo la capitale della Bolivia particolarmente interessante. In quel frangente non ho tuttavia fatto alcun cenno ai dintorni della megalopoli, che hanno veramente molto da offrire.

Tiwanaku, Chacaltaya, la Valle della Luna, la Ruta de la Muerte, Coroico, il Lago Titicaca... sono solo alcuni dei luoghi verso i quali potrete puntare la bussola una volta in città! E non manca poi la possibilità di fare trekking e addirittura di praticare l'arrampicata!
Nel caso intendiate spingervi - come spero! - al di là del centro storico, sappiate dunque che avrete veramente l'imbarazzo della scelta e che dovrete mettere in programma un bel po' di tempo da dedicare alla zona, a meno che non siate disposti a delle rinunce.

Di seguito trovate qualche idea riguardo a cosa fare: io vi dirò la mia, senza tralasciare informazioni di carattere pratico, né riguardo alle tempistiche …

La Paz e la visione del mondo degli aymara: cosa fare nella capitale della Bolivia

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Mentre atterravo all'aeroporto di El Alto, ho potuto osservare La Paz: inutile dirlo, una megalopoli immensa che continua ad espandersi, senza limiti e senza regole, nel bel mezzo ed anche oltre le pareti di una profonda depressione, ormai stracolma di edifici in gran parte privi di intonaco perché mai terminati. Ammiravo il paesaggio, nella sua assurda uniformità rosso mattone, ed iniziavo ad avvertire una certa inquietudine, frutto della miseria e della precarietà che immaginavo laggiù.

Ad un certo punto ho chiuso gli occhi e, cercando di sgomberare la mente, mi sono ricordata che prima di partire avevo messo in conto di dover affrontare situazioni difficili da un punto di vista emotivo, soprattutto inBolivia.Pochi secondi sono dunque stati sufficienti perché io mi rasserenassi, arrivando alla conclusione che, se di La Paz avessi voluto portare via qualcosa che andasse al di là delle emozioni del primo impatto, avrei dovuto puntare proprio sull'umanità che ancora non potevo…

Samaipata, il villaggio più colorato della Bolivia

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Ho avuto qualche difficoltà a raggiungere Samaipata, un raccolto villaggio del sud-ovest della Bolivia sorto ai piedi della Cordillera Oriental. Una volta a destinazione però, nonostante tutto, sono stata felice di essermi spinta fin lì: dopo tante avventure ad alta quota, sentivo infatti la necessità di tirare fiato e rallentare, trascorrendo qualche giorno proprio in un posto così, semplice e genuino; sì, ecco, avevo bisogno di respirare un po' di quotidianità, bevendo frullati a base di avocado sempre nello stesso minuscolo bar, passando e ripassando dalle solite vie per ammirare i soliti murales, riflettendo su tutte le esperienze vissute in Sud America fino a quel momento.



Trekking sulla Cordillera de los Frailes: Strada Inca, Cratere di Maragua e orme di dinosauro in un solo giorno!

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Arrivata a Sucre avevo ormai percorso centinaia e centinaia di chilometri, ma di terra sotto le suole delle mie scarpe da trekking ce n'era ben poca. A dire la verità, appena ho messo piede inBolivia, il desiderio di mettermi in cammino sulle Ande  si è fatto sempre più impellente, tanto che ad un certo punto ho compreso che non potevo più rimandare. Era come se la Cordillera de los Frailes, a due passi dalla ciudad blanca, mi stesse chiamando.

La mia idea, fin dall'inizio, era quella di trascorrere nella zona almeno un paio di giorni, calpestando parte dell'antica strada tracciata dagli Inca, muovendomi lentamente di villaggio in villaggio alla ricerca di tradizioni che si tramandano da generazioni, scovando pitture rupestri e orme di dinosauro che sono lì dalla notte dei tempi. E, in tutto questo, volevo soprattutto darmi la possibilità di ascoltare l'eco della Pacha Mama, che su quelle alture risuona ovunque... profondamente.

I miei propositi, tuttavia, si sono sco…

Sucre: cosa fare nella capitale storica della Bolivia

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Ci sono finita per caso lassù, sul tetto di una chiesa sconsacrata di cui purtroppo non ricordo il nome. E così, sempre per caso, Sucre si è palesata ai miei occhi in tutta la sua bellezza: una volta risalite le scale, il candore degli edifici di epoca coloniale della capitale storica della Boliviami ha infatti al contempo abbagliata e sbalordita. Strizzavo gli occhi, cercando di capire se ciò che vedevo fosse reale, e già sentivo quella sana irrequietezza che mi assale ogni volta che arrivo in un luogo dal quale mi aspetto molto.

Tre delle ragazze con cui avevo condiviso il Tour nel Salar de Uyuni mi avevano contattata, nella speranza che potessimo trascorrere ancora qualche ora tutte insieme. L'occasione si è presentata proprio a Sucre, mentre scendevo dall'autobus che da Potosì mi ha portata in città. E' così infatti che all'ora di pranzo ci siamo incontrate in un piccolissimo ristorante, che non avevo idea si trovasse... nel sagrato della chiesa appunto! 

Quel gi…

Potosí, Bolivia: l'ombra delle miniere dietro lo sfarzo coloniale

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Oggi Potosí appare decadente e un po' abbandonata a se stessa, soprattutto se si guarda alla periferia, costellata di abitazioni estremamente precarie. Un tempo, tuttavia, è stata addirittura insignita del titolo di Villa Imperial, tanto era opulenta. Di quell'epoca rimane tutto e niente: gli edifici risalenti all'Impero spagnolo, con le facciate di colori sgargianti ma sbiaditi rispetto ad una volta e le mura che ogni giorno si sgretolano un po' di più; e il Cerro Rico, ricco appunto di giacimenti d'argento, ormai quasi del tutto esauriti.

Salar de Uyuni, Bolivia... Le 10 domande che mi sono posta prima del tour!

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Immaginavo il tour che da San Pedro de Atacama mi ha condotta fino al Salar de Uyuni come una delle più grandi avventure che il Sud America potesse regalarmi ed effettivamente quei giorni si sono rivelati di un'intensità tale che hanno di gran lunga superato tutte le mie aspettative. Ho infatti avuto la fortuna di attraversare luoghi surreali, dalle condizioni climatiche e ambientali estreme: i miei occhi hanno potuto scorgere lagune di colori straordinari, montagne di un'imponenza difficile da descrivere, villaggi minuscoli come un granello di sabbia (o forse dovrei dire di sale!) nel bel mezzo di quelli che si sono rivelati degli immensi deserti, sferzati dal vento, dalla neve, ed animati da vigogne, armadilli e pochi, pochissimi, esseri umani.

In questo post vi racconto come è andata, riproponendo al contempo anche alcune delle domande che mi sono posta prima di buttarmi in questa incredibile esperienza. Il mio scopo non è infatti puramente narrativo: troverete certamente …

Bolivia zaino in spalla: il mio itinerario di (quasi) un mese, tante informazioni e tutti i costi!

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Sono entrata in Bolivia via terra un giorno di metà giugno dell'anno scorso, quando sulle Ande soffiava forte il viento blanco. Me ne sono andata quasi un mese dopo, varcando un valico di frontiera meno esposto a certe correnti, ma che mi ha scossa profondamente, dandomi piena consapevolezza di quanto il mio zaino fosse carico di grandi emozioni e adrenalina, frutto delle esperienze che avevo appena vissuto.

La traversata in 4x4 da San Pedro de Atacama fino al Salar de Uyuni, le architetture coloniali e gli abitanti dai tratti andini di Potosì e Sucre, una giornata sull'Inca Trail fino al Cratere di Maragua per vedere delle impronte di dinosauro, il coloratissimo villaggio di Samaipata che rappresenta la rampa di lancio verso il Parco Nazionale Amboro e verso El Fuerte, per non parlare dell'immensa La Paz, custode di riti ancestrali che rivelano un rapporto con la pachamama ancora molto profondo, e poi l'affascinante sito archeologico di Tiwanaku, la Ruta de la Muerte…

San Pedro de Atacama, Cile - Come mi sono organizzata!

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San Pedro de Atacama è un paesone polveroso che si trova nel nord del Cile, non lontano dall'Argentina e dalla Bolivia. Io ci sono arrivata proprio dall'Argentina, a bordo di un autobus notturno che sembrava non dover passare più ma che poi, quando ormai avevo perso ogni speranza, si è finalmente palesato. All'alba ero già sulle Ande, pronta ad attraversarle per la prima volta, per poi ritrovarmi nel bel mezzo di uno dei deserti più aridi del mondo.
Quando i primi raggi di luce si sono fatti largo e mi hanno colpita e svegliata, su quel sedile dove sono poi riuscita a prendere sonno, ho immediatamente percepito la maestosità delle montagne che potevo scorgere e che mi avrebbero accompagnata per i mesi a venire ovvero per quasi tutto il mio primo lungo viaggio in Sud America. Per un momento ho pensato che potesse essere merito del sole che stava sorgendo, ma in realtà sapevo benissimo che non era affatto così e che quelle montagne hanno di per sé qualcosa di unico, di inde…