Di Bangkok, del partire da sola e delle amicizie in viaggio...

A fine gennaio sono partita per il Sud Est Asiatico con un biglietto di ritorno datato 25 marzo. L'idea era quella di atterrare a Bangkok, ma di lasciare la Thailandia pochi giorni dopo per andare in Laos, Vietnam e Cambogia e fare ritorno nel Paese del sorriso solo poco prima di volare a casa. Sì, l'idea era questa e alla fine è andata proprio così!

Avevo già viaggiato da sola, in parte in Messico, in Guatemala, in Belize e poi in Giappone e Corea del Sud. Sul volo per il  Centro America però c'era Gianluca, su quello per l'Estremo Oriente mia mamma. Ciò significa che le volte precedenti ho sempre condiviso con qualcuno l'arrivo nei diversi Paesi - tra l'altro tutti molto distanti dall'Italia, anche e soprattutto culturalmente parlando - e almeno una parte del percorso che avevo in mente.

La scorsa volta, invece, è stato diverso: già mentre organizzavo il viaggio ho realizzato che fin dal primo momento avrei potuto contare solo su me stessa, sulla mia forza di volontà, sulle mie capacità, ma anche che l'intera esperienza avrebbe potuto aiutarmi a smussare o rafforzare (a seconda delle circostanze) certi lati del mio carattere.  

Molte delle persone che mi stanno intorno si chiedono come sia riuscita ad affrontare un'esperienza del genere e a portarla a termine, come se io avessi fatto qualcosa di non propriamente consono al mio essere. A volte penso che preparare uno zaino, metterlo in spalla, andare così lontano, fare così tanta strada e poi tornare, sia qualcosa che ai loro occhi risulti inconcepibile solo perché a farlo sono io ovvero una donna di quasi trentanni che - a loro modo di vedere - dovrebbe avere ben altri obiettivi, trascurando che una cosa potrebbe non escludere l'altra.

Ciò che quelle stesse persone non considerano è, tuttavia, il fatto che le donne come me non sono più una rarità: sono certa infatti di non essere l'unica a vedere nel mondo qualcosa di meraviglioso, qualcosa che merita di essere scoperto. Perché poi alla fine si tratta unicamente di questo, al di là di ciò che in molti dicono o pensano. Lo sapete anche voi però, chi vuole guardare oltre l'orizzonte spaventa: non crediate comunque che si tratti del timore che in Paesi lontani possa capitare qualcosa di brutto; il più delle volte c'è la paura che chi parte possa tornare con idee diverse da quelle generalmente condivise, idee che costringono le persone a ripensarsi, almeno un po'.

Credo che dietro tutto questo ci sia ancora una fastidiosa ed insensata distinzione tra sesso debole e sesso forte. Mi chiedo tuttavia come sia possibile che nel 2016 le cose stiano ancora in questo modo. E mi chiedo se le cose stiano così ovunque. Ecco, secondo me esistono realtà molto diverse dalla nostra. 

Vi ho già detto cosa c'è alla base di ogni mio viaggio, ma ve lo ripeto: innanzitutto la curiosità per un pianeta che è semplicemente straordinario. Alla base di ogni mia partenza c'è però anche il desiderio di tornare a casa. Questo significa, di conseguenza, che le mie scelte sono sempre più che ponderate: non trascuro infatti né ciò che rappresentano i luoghi dove decido di andare né ciò che sono io, con tutti i miei (umani!) limiti.

Poiché ormai credo di conoscermi, la cosa più difficile è senz'altro farmi un'idea il più possibile oggettiva di ciò che troverò una volta arrivata a destinazione. Il web oggi mi è certamente d'aiuto. Chi non viaggia e ragiona per sentito dire o per stereotipi, un po' meno, perché spesso finisce per attingere a visioni del mondo che sono lontane anni luce dalla realtà, nel bene e nel male.

Ma veniamo a Bangkok, di cui non vi ho ancora detto nulla... Prima ancora di partire ne ho sentite di tutti i colori e di conseguenza, già appena atterrata, ho cercato di muovermi con particolare (e forse troppa) cautela!

Al di là di tutto però ero proprio curiosa di scoprirla. Ero molto curiosa. Volevo vederla con i miei occhi. Volevo sentirla con le mie orecchie. Volevo annusarla con il mio naso. Ed ecco, se c'era una cosa che sapevo, era che avrei trovato la città - come dire - davvero sensoriale!

Ho trovato gente che andava e veniva, che si faceva largo tra le bancarelle. Senza parlare dei tuc tuc a bordo strada e delle loro voci che si perdevano nei rumori del traffico, delle auto, dei motorini, che rimbombavano in continuazione. E quell'odore di smog, misto a quello di fritto e rifritto dello street food. 

E' innegabile, Bangkok è caotica, in tutto e per tutto, ma il suo è un caos dal quale non volevo fuggire. E così mi sono buttata nella mischia, mi sono unita alla folla per non esserne travolta ed ho capito che vivere la città significava anche questo. Ed in fondo io perché ero lì? 

Il pomeriggio del giorno che ho messo piede in Thailandia, ho voluto appunto sentire la città. La sera sono però tornata in ostello ed ho incontrato Blanca, una ragazza olandese con la quale ho trascorso i successivi due giorni. Insieme siamo andate al Palzzo Reale, abbiamo visitato diversi templi, abbiamo persino fatto un massacrante quanto rigenerante massaggio thailandese (!!!), ma poi ognuna - come era giusto che fosse - ha preso la sua strada, io quella per il Laos, lei quella per il nord del Paese.

Più volte sui social ho letto di persone spaventate dall'idea di viaggiare da sole. In generale credo che non sia necessario partire soli, se non si ritiene possa farci stare bene. Sono convinta però che in mancanza di alternative, se si vuole assolutamente andare in un posto, ognuno possa trovare le risorse e la giusta motivazione per farlo. Non è detto poi che strada facendo non si incontrino compagni di viaggio con i quali condividere parte del proprio percorso, come è successo a me a Bangkok (ma anche altrove) e certamente a tanti altri viaggiatori.

Concludo con un'ultima riflessione. Non credete anche voi che nelle amicizie nate in viaggio ci sia qualcosa di estremamente bello? Io amo confrontarmi con chi nutre la mia stessa passione per il mondo e cogliere l'entusiasmo negli occhi di chi come me non si stancherà mai di vagare alla ricerca delle piccole come delle grandi cose che la nostra Terra ha da offrire...


Io a Bangkok - Thailandia


Per vedere le foto che ho scattato a Bangkok segui il link e se ti va metti mi piace sulla pagina facebook di My way, around the world!

Commenti

Ciccola ha detto…
Mi lascia sempre un po' perplessa quando sento che per molta gente è normale che un ragazzo viaggi da solo, e invece quando si tratta di una ragazza apriti cielo! Le donne che viaggiano da sole sono delle fuori di testa che si espongono al pericolo... ma stiamo scherzando? Io, per esperienza personale, posso dire che le donne, proprio perché donne, sono delle viaggiatrici molto più consapevoli e con la testa sulle spalle.
Maria Grazia Vinci ha detto…
Non sai quanto mi dia fastidio sentire che per una donna è pericoloso mettersi in viaggio da sola... Non so, poi, tra le righe questo vuol dire anche che non siamo consapevoli e non abbiamo la testa sulle spalle? La penso esattamente come te... Grazie per il tuo commento! :-)
Serena Chiarle ha detto…
Viaggiare da sole è un'esperienza arricchente e bellissima, non solo perché ti permette di "vivere" il viaggio ed il posto in maniera diversa e più intima, ma anche perché impari molte cose su te stessa, sui tuoi limiti e sull'imparare a cavartela.
Purtroppo è vero che le donne che viaggiano da sole sono ancora un po' viste "storte" da qualcuno... ma per quanto mi riguarda è un'esperienza che consiglierei a tutti di fare.
Maria Grazia Vinci ha detto…
Speriamo che con il tempo scompaia un certo tipo di mentalità, perché sta tutto lì... Chissà , Serena...